Disegni,disegni e disegni...

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Antonio Saporito “e il disegno creativo a mano libera”
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domenica 31 luglio 2016

“PROCESSI DI DISEGNO A MANO E TECNICHE MISTE”





“Processi di disegno a mano e tecniche miste”

A volte può capitare di trovarsi a dare un immagine d’insieme di un progetto, dove non sono ancora stati studiati gli alzati, ma esistono solo le planimetrie di massima che rispondono alle richieste del committente. In questi casi, il disegno a mano libera, diventa interessante, specialmente quando lo usiamo assieme ad altre tecniche e strumenti digitali. Un nuovo modo di elaborare e manipolare questi strumenti che, ad opera finita, rimangono a tutti gli effetti degli originali. 

domenica 8 novembre 2015

Il disegno a mano libera in architettura

   “Il disegno a mano libera in architettura”
Un progetto di un edificio commerciale, può essere rappresentato e reso chiaro, inizialmente nell’idea, anche solo attraverso degli schizzi prospettici o assonometrici, tramite viste studiate e impostate per fare in modo che il progetto possa essere compreso completamente, nella sua interezza spaziale e architettonica.
Una vista dall’alto a volo d’uccello, non deve mancare per illustrare le coperture sia piane che inclinate; poi ci sono le viste dal basso ad altezza d’uomo che rendono l’idea  di come funzionano i prospetti, gli angoli e lo spazio architettonico. Questi disegni, sono il frutto di altre elaborazioni di studio che sono state effettuate precedentemente sul progetto, come per esempio, la composizione dei volumi, le scelte dei pieni e dei vuoti, ma anche dei materiali  che andranno a caratterizzare fortemente l’idea progettuale. Per la realizzazione di questi schizzi, sono stati usati: Le matite come base del disegno, i colori a pastello “Stabilo” e colori “Posca” bianco (acrilico). 



martedì 4 febbraio 2014

Disegno e colore per un grattacielo8

Schizzo a mano libera intuitivo, di una vista prospettica centrale interna alla torre. Lo spazio si riferisce alla creazione di una biosfera, dove gli abitanti possono sia affacciarsi che fruirla. Oltre ai collegamenti verticali degli ascensori binati e le scale, i piani sono collegati anche da un sistema di rampe elicoidali che si aprono all'interno degli spazi verdi, dove possono crescere anche piante di varie altezze e dimensioni. 

domenica 26 gennaio 2014

Disegni e colore per un grattacielo 7

Schizzo intuitivo a mano libera di una vista dello spazio interno dell’edificio verticale, con gli ascensori al centro e le grandi corti che fungono da polmoni verdi, all’interno delle quali si affacciano le residenze e i ballatoi di collegamento orizzontale. Il disegno è stato realizzato utilizzando la tecnica del “disegno veloce”, dove vengono ad essere impressionati solo le linee principali dello spazio con gli elementi architettonici e non che impressionano e caratterizzano la scena in una visione completa. La tecnica prevede: La ripetizione delle linee senza curarne mai una in particolare, una vibrazione di linee dunque, dove l’occhio che osserva la scena, metterà sarà sempre e comunque una sola linea a fuoco che, rendere meglio e impressionare bene la scena. Anche il colore è dato con lo stesso principio del disegno, con la sola differenza che questo, individuerà le superfici nello spazio, utilizzando prima i colori chiari e poi quelli più scuri.  

domenica 19 gennaio 2014

Disegni e colore per un grattacielo 6

I lavori relativi allo studio delle piante e quindi all’organizzazione dello spazio interno continua nei disegni a mano libera, sia per gli ambienti dedicati alla residenza che per tutti gli spazi comuni e non. I nuovi disegni, affrontano i concetti di distribuzione degli spazi con le diverse soluzioni; lo spazio abitativo si apre a nuove fluidità di tipo lineare per dilatare gli spazi, introducendo nuovi affacci, non solo verso l’esterno dell’edificio, ma anche verso la parte interna degli spazi comuni. Queste diverse disposizioni in pianta, portano alla creazione di un nuovo concetto di spazio interno, dove lo stesso, deve necessariamente diventare ora, un luogo vitale per i nuovi abitanti.


I collegamenti verticali vengono garantiti da ascensori, posizionati all’interno dei grandi spazi a forma di ovale, disposti al centro della pianta dell’edificio, con giardini e piante di varie altezze. Altri spazzi di forma circolare si susseguono a questi, con gruppi di scale che collegano i piani dove si affacciano le residenze. Un sistema di percorsi aerei ai vari livelli, collegano orizzontalmente residenze e servizi, anche tramite ballatoi dalle forme morbide e naturali. Inoltre, sono previsti a ogni gruppo di piani, delle uscite orizzontali che saranno ruotate per ogni gruppo di piani, per creare asimmetrie esterne per le uscite tramite pontili di attacco per le sfere in vetro di trasferimento nello spazio esterno.


Anche la facciata circolare, disposta sul perimetro esterno della pianta “tipo”, ha subito una metamorfosi rispetto ai primi studi fatti; infatti, nel disegno stralcio della pianta completa, le superfici della facciata sono pensate interamente in vetro, dove è già presente la volontà di muovere i prospetti, pensando tutto come effetto finale, la corteccia dell’albero. Molto probabilmente, in seguito, gli stessi disegni dei vetri dovranno necessariamente, trovare anche un nuovo disegno sulle linee orizzontali che attualmente non vengono affrontate, per ottenere un andamento naturale tale da non definire e marcare troppo i livelli della torre.


sabato 2 novembre 2013

Architetture

“Visioni architettoniche”

Un disegno fatto esclusivamente a mano libera, senza una traccia, una richiesta ben precisa o un riferimento. Un foglio di carta di colore bianco, vuoto come lo spazio che percepiamo, quello stesso spazio che ci maschera le cose che possiamo vedere solo attraverso l’esperienza. Una forza che non riconosce nulla delle cose razionali, degli ordini architettonici, dei canoni geometrici e funzionale ecc.,  per avere il massimo del grado di libertà e creatività, dove anche le più avanzate tecnologie di grafica computerizzata vengono ad essere per un momento accantonate. Il lavoro creativo diventa l’unico mezzo per sviluppare nuove frontiere, l’uomo ancora una volta è al centro di ogni cosa. Un’architettura che riemerge da uno scavo di tipo archeologico, dove si conosce solo il sito, mentre tutto il resto è  da scoprire. Un lavoro attento e minuzioso dove la possibilità di sbagliare è dietro l’angolo. Si tratta di riconoscere da subito se la linea che stiamo tracciando,  sarà quella più vicina alla prima trovata e quindi, in armonia con il tutto. Dunque, non sono solo linee che si aprono in varie direzioni, ma anche volumi nello spazio reale, come una scultura tridimensionale che affronta, nel suo insieme, contemporaneamente tutte le esperienze del progetto.

giovedì 6 settembre 2012

"La Tavolozza" Ristorante panoramico-Disegni




Descrizione del Progetto:
“La Tavolozza” ristorante panoramico – è il progetto di un padiglione di acciaio, legno e vetro, pensato per ospitare un ristorante itinerante di alto profilo, nato da una intuizione artistica. Gli schizzi prospettici presentano immagini sugge-stive del nuovo spazio a 360 gradi sulla città, divenendo essa stessa una veranda panoramica verso le colline circostanti.
Intorno al volume centrale, un discreto open space e la distri-buzione di tavoli trasformabili in aree live e di relax.
“La Tavolozza”, è un volume completo nell’aspetto funzionale e architettonico, in armonia con il paesaggio. I materiali ipotizzati sono altamente innovativi, tecnologici ed ecosostenibili. La grande leggerezza del padiglione è sottolineata dalla copertura in legno e acciaio, rivestita esternamente in rame e forata con lucearnari di forma circolare e vetri colorati che ne sottolineano l’idea della tavolozza pittorica. Nel volume centrale ci sono i servizi del ristorante e la cucina, il tetto è inclinato sulla sua diagonale. In generale, la struttura portante del manufatto è caratterizzata dall’idea di levità e pulizia formale.














sabato 1 settembre 2012

Disegni per edifici industriali


















“Disegni per edificio industriale”

Disegni prospettici per la presentazione dell’idea iniziale del progetto, solo schizzi disegnati dalle diverse angolazioni. Una disegno prospettico serve dunque, per inquadrare tutto il progetto all’interno dell’area di proprietà con all’esterno gli spazi di manovra, il grande volume della produzione industriale e il ponte di collegamento con gli uffici di rappresentanza, con la grande reception e la serra, lo scalone e la balaustra in vetro. Tutti i disegni prospettici sono di tipo intuitivo con punti di vista centrali interni ed esterni, accidentali a volo di uccello, generali o ravvicinati da più angolazioni.

domenica 4 marzo 2012

Disegni di prospetti e prospettive di edifici


Disegno prospettico dell'ingresso principale




Disegno di studio per la facciata principale di accesso all'edificio





Schizzo prospettico della prima corte interna





Schizzo prospettico della seconda corte interna



Disegni di studio dei prospetti laterali e principale







Studi dei prospetti interni e sezioni



Disegni per l’architettura:
Anno 1999.



Questa progettazione fatta qualche anno fa, mette in risalto diversi aspetti della composizione a cui ci dedicavamo forse con più attenzione in modo particolare nei disegno dei prospetti degli edifici. Il tema del disegno delle facciate, rappresenta un passaggio molto caro e vicino alla composizione architettonica, oggi quasi sparito nelle nuove progettazioni. Sono cambiati, gli spazi e i volumi da rappresentare degli edifici, oggi attraverso l’uso dei computer possiamo sviluppare sia sul piano che nello spazio qualsiasi cosa senza limiti. Ciò non significa che non vanno rispettare i principi canonici impostati per l’architettura da sempre. Quello che è la plasticità di una facciata, deve continuare a esserci anche oggi anche se questa è diventata tridimensionale, infatti, la tridimensionalità per l’architettura è sempre esistita, con il tempo si sono perfezionati i metodi per rappresentarla, ma essa c’è sempre stata io credo sin dall’origine del mondo.
Distruggere questi principi, significa regredire invece che progredire, a volte ho l’impressione che stiamo tornando indietro.
Un prospetto di un edificio, continua ad essere tale anche se questo assume una forza plastica nello spazio, ciò non vuol dire che secondo un preciso punto di vista non dobbiamo riscontrare quei principi di proporzioni e rapporti tra pieni e vuoti e poi gli elementi rispettivamente dei vari ordini di facciata o superficie piana o curva che sia, attraverso l’uso dei materiali e altro, ma anche delle assenze di queste nel caso non ci fossero, esistono anche in taluni casi i principi sopra detti. Oggi, per molti tutto ciò non ha valore in quanto sostengono che in questo c’è la contemporaneità.
Questo non è assolutamente accettabile, oggi più che mai abbiamo bisogno di regolamentare questo genere di sviluppo soprattutto perché viviamo in un’epoca dove tutto si fa in tempi velocissimi grazie ai sistemi e tecnologie avanzate. Esse infatti, dovevano servire a creare nuove meraviglie e unicità ma che in realtà sono servite solo per speculazione e l’incapacità.

domenica 26 febbraio 2012

Disegni per l'architettura

Disegno architettonico per una "casa-padiglione"

Lo schizzo è stato realizzato di getto in meno di un'ora e anche l'idea è nata all'interno di questo spazio temporale denso di grande concentrazione e forte tensione, immaginando la costruzione contemporaneamente al disegno senza possibilità di errori e correzioni. Alla fine per me questa è stata una bellissima esercitazione per fare il punto sulla mia ricerca architettonica.
Il disegno è stato realizzato direttamente su un foglio nel formato A3 e la tecnica è quella del disegno a mano libera tramite l'utilizzo della matita di gradazione media (F). Il colore è stato realizzato con matite STABILO original aquarellabili nelle tonalità calde e fredde nella giusta dose, nonché, acrilico di colore bianco per i colpi di luce e i riflessi. Il disegno è visto in prospettiva dal basso verso l'alto ad altezza d'uomo e leggermente in lontananza. Anche le ombre del disegno contribuiscono a creare una composizione geometrica e di colore sia dell'edificio, che attraverso il sistema di rampe di risalita a spirale avvolgono il volume dell’edificio deformato con i suoi tagli e sfinestrature. Una grande apertura di testata inclinata in avanti accoglie uno spazio a doppio volume che diventa l' accesso in quota all'edificio.

mercoledì 1 febbraio 2012

Concorso Despar

“LA CASA” by DESPAR di VIPITENO.

L’idea del progetto si è concretizzata in primo luogo, attraverso l’analisi delle diverse realtà commerciali esistenti sul territorio a livello nazionale sulla grande distribuzione, sia in termini di carattere funzionale che di immagine e marketing, in modo da considerare e valutare, solo gli elementi più importanti del progetto a risposta del bando di concorso per la quale si prevede la nascita del nuovo supermercato, “LA CASA” by DESPAR di VIPITENO.
Dato e stabilito l’aspetto dimensionale, lo studio si è basato sulla ricerca di un’idea chiara e forte, che allo stesso tempo riuscisse, la stessa, a rispondere a tutte le esigenze che il luogo richiede, in modo da realizzarne realisticamente lo sviluppo per il futuro DESPAR nell’area tirolese.
L’idea, è “LA CASA”, luogo sicuro dove potersi rifugiare e trovarsi sempre bene; il luogo dove ognuno si identifica fin dalla nascita attraverso pochi segni. Da qui l’idea di sviluppare il tema della casa, che nel senso più ampio del termine, il luogo dove più persone si possono incontrare per stabilire relazioni di fiducia attraverso il nuovo progetto, “LA CASA” by DESPAR.
Il luogo del progetto è stato determinante sulla scelta del design, infatti, sia il paesaggio naturale che quello artificiale creato dall’uomo attraverso il lavoro, diventano fonte principale dell’ispirazione del nuovo progetto. La sfida, è stata quella di creare attraverso l’impiego prevalente dei materiali del luogo un’architettura innovativa in perfetta armonia con l’ambiente circostante, creando così i presupposti contenenti gli obiettivi del concorso “Supermercato senza confini”, con le sue caratteristiche, infatti, può essere riprodotto anche in altri contesti geografici e dimensionali.
La copertura diventa l’elemento innovativo principale del progetto, che trova ispirazione nei ricoveri di montagna, nelle caratteristiche costruzioni del Trentino Alto Adige, dove spesso l’intera parte perimetrale abitabile del sottotetto delle abitazioni, diventa parte integrante con la copertura trattata esternamente a legno.
Nel caso specifico tutto diventa rapportato alla dimensione del progetto, dove la scelta di un tetto a capanna con il suo tamponamento esterno in legno, genera in corrispondenza dei due timpani le aperture principali dell’edificio creando un nuovo segno architettonico nel territorio con DESPAR.
L’intero edificio si poggia su strutture prefabbricate con travi a campata unica in legno lamellare, mentre la tamponatura piena è realizzata in legno a doghe disposte in senso verticale con caratteristiche termo ventilante per il rinfrescamento nel periodo estivo. Il tetto è dotato di un lucernario centrale per l’illuminazione interna e sormontato da una struttura a baldacchino che serve per accogliere i pannelli solari che oltre a produrre energia, si configurano come frangisole per lo stesso lucernario a protezione dell’irraggiamento solare interno del supermercato.
La testata principale da cui avviene l’accesso al supermercato, è caratterizzata da una grande fascia rivestita sempre in legno che segue parallelamente il tetto e da una vetrata strutturale che ne caratterizza il nuovo ingresso, creando anche effetti notturni dalla luce interna, attraverso il segno architettonico del portale soprastante.
La testata tergale è dedicata agli accessi funzionali di carico e scarico delle merci, tamponato nella parte superiore in legno e la parte inferiore con pannelli prefabbricati con finitura di colore verde aziendale che ne esalta le vallate presenti nel territorio.
Il logo DESPAR trova posto nell’ampia superficie del timpano principale, dove il logotipo dell’albero, iscritto nel cerchio, trova il suo fulcro al centro dell’asse di simmetria del tetto, portandosi in posizione parallela la scritta DESPAR con l’inclinazione di 10 gradi del tetto. L’intero perimetro è stato pensato anche per accogliere altre configurazioni di layout per le insegne che saranno studiate sulla base della posizione che assumerà l’edificio rispetto alle strade circostanti.
Gli interni sono stati studiati in base alle dimensioni in pianta di mt.32,50xmt.29,00 dove, sono state individuate due fasce di servizio disposti longitudinalmente sui lati corti. In una più stretta, sono state localizzati, l’atrio di ingresso all’area commerciale, l’uscita con le casse e un box informativo per la clientela con uno spazio commerciale da cui si accede dall’interno e un piccolo bar polivalente che può essere utilizzato sia dall’interno che dall’atrio a supermercato chiuso.
L’altra fascia più ampia di servizio, contiene la forza dell’area di vendita, infatti, in questa zona, sono localizzate le due distinte aree del magazzino che anno l’accesso centrale all’area commerciale, tale da ridurne i percorsi degli addetti alla fornitura dei prodotti nei vari reparti di vendita. Altre funzioni presenti sono, da un lato, gli uffici amministrativi e dall’altro i servizi per i dipendenti, con gli spogliatoi, i servizi igienici, nonché quelli per i portatori di handicap. Sono previsti inoltre su i due lati, vani tecnici per quadri e comandi tecnologici.
L’area commerciale ha una disposizione in pianta razionale in modo tale da creare flussi omogenei nella fruizione degli spazi di vendita. L’ingresso all’area, avviene centralmente in corrispondenza di un’area libera e illuminata dal grande lucernario centrale, in modo tale da avere sempre una percezione dello spazio e decidere in ogni momento il percorso.
Due grandi aree di vendita a dettaglio sono collocate al centro della quinta che delimita il magazzino, da cui si mostrano in bella vista per dare il meglio della casa.
Anche l’uscita dall’area commerciale è stata pensata per creare uno spazio che risultasse comodo per le attese alle casse.




















Disegni fatti a mano esclusivamente per questa competizione a cui ho voluto partecipare non tanto per vincere, ma per testimoniare soprattutto che c'è ancora qualcuno che può fare a meno dei computer per esprimere un'idea, forse le giurie dei concorsi preferiscono le immagini emozionali dei render in quanto esse più semplici da valutare.

mercoledì 21 settembre 2011

Disegni per la grotta










Il santuario della Madonna della Grotta a Praia a Mare nella provincia di Cosenza, rappresenta uno dei luoghi, per la preghiera, tra i più suggestivi della zona. La sua peculiarità, senza alcun dubbio, è rappresentata dal fascino del luogo all’interno di una grotta abitata sin dal periodo Paleolitico, come testimoniano gli studi effettuati sulla sua origine. Personalmente, devoto e affezionato di questo spazio, ricordo di essermene occupato, ancora adolescente, per una sua possibile trasformazione architettonica incentrata nella piena consapevolezza del luogo come unico da rispettare e tutelare. Ma come a volte accade quando ci si vuole misurare con cose più grandi di noi, alla fine ci si accontenta del solo esercizio della mente che conserva, in noi, il modo per dimostrare il grande rispetto di esso. I disegni fatti allora su un supporto di legno, sono andati persi, ma ricordo di una composizione fluida fatta di nastri in c.a. che si incuneavano all’interno per poi riemergere all’esterno a formare dei campanili. Una composizione ispirata ai progetti di Le Corbusier in particolare e gli interventi degli impianti Olimpici di Monaco di Baviera che per la verità non avevo ancora studiato e che probabilmente avrò visto frammenti televisivo o altro.
Questa estate, mi è venuta l’idea di ritornarci per riprovare quelle stesse sensazioni di giovinezza, con la differenza che oggi sarei più consapevole di allora dopo esserci tornato, trentacinque anni circa da quella prima esperienza. L’idea del progetto, questa volta, pone l’attenzione principale sull’ingresso della grotta, che dopo averla attentamente visitata e fotografata, sono uscito e mi sono fermato nello spazio tra la gradonata principale di accesso al santuario e la scalinata da cui si arriva al primo portale d’ingresso, per poi accedere tramite un’ulteriore scalinata, all’interno della grotta principale. L’idea è scaturita dalla vista dentro delle stalattiti e stalagmiti presenti nelle pareti che formano tra loro filamenti plastici, modellati attraverso l’acqua, il tempo e la natura. Non ho resistito a tale ispirazione, tanto da fermare questa idea sul posto, in modo tale da vivere quell’emozione del progetto sul momento e rendermi conto sul dialogo tra il progetto e la natura del luogo. Così ho incominciato a creare un disegno di base degli elementi architettonici presenti e da conservare, come le scalinate e il portale di accesso, e successivamente farmi spazio tra la vegetazione presente lateralmente la scalinata, per sostituirla con una composizione ispirata alle pareti interni della grotta, quasi come se fossero piante, rocce o acqua che si legano in una successione di archi e contro archi in sequenza omogenea, fino ad entrare nelle cavità della grotta. Immaginati come preziose finiture, che ne esaltano al massimo, l’importanza di questo luogo divenuto santo.