Vi invito tutti, a non lasciare il disegno a mano, anche se non siete capaci, possiamo sempre provarci, con un pò di pazienza, arriverà sempre un risultato.
Oggi, più che mai, in epoca di AI (intelligenza artificiale), dobbiamo preservare la memoria di ciò che abbiamo imparato. Saranno sempre le macchine a imparare da noi e non viceversa.
Sotto: Esercizio per un lavoro di carattere promozionale a Firenze, dove il disegno a mano è protagonista, sostituendosi, in questo caso al digitale, sia nei tempi che nella resa.
Disegno prospettico a mano libera.
Disegno prospettico di base, per test colore facciata.
Tecnica: Matita di base F + matite colorate Stabilo e pennarello della Uniposca di colore bianco per i colpi di luce.










torio. Ma, in tantissimi casi invece, questa operazione a mio giudizio potrebbe essere chiarita con il disegno a mano con schizzi prospettici che sarebbero sufficienti a capire a livello di massima le intenzione del progettista. Questo naturalmente richiede-rebbe da parte degli enti competenti una maggiore preparazione professionale che oggi purtroppo è sempre meno presente. Il render, sicuramente, rappresenta un’arma a doppio taglio, da una parte c’è l’effetto emozionale come avviene nei più piccoli. In questi casi, bisognerebbe essere ancora più se-veri nella valutazione, anche perché essi sono presentati in forma definitiva. Questo argomento è molto spinoso e andrebbe discusso in modo molto più ampio. Io personalmente vorrei limitarmi a presentare alcuni disegni fatti per la proprietà che dovevano servire a capire immediatamente l’idea che in questo caso è stata sufficiente anche per la Soprintendenza. Comunque, per quanto riguarda il procedimento tecnico, i passaggi sono molto simili come per i fotomontaggi realizzati con i render. 


























