Disegni,disegni e disegni...

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Antonio Saporito “e il disegno creativo a mano libera”
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martedì 3 aprile 2018

“Schizzo prospettico”


“Schizzo prospettico”

Questo bozzetto rappresenta un esempio di prospettiva centrale, con un angolo molto aperto, in modo da prendere all’interno del quadro ottico più cose all’interno della scena.
Il disegno, rappresenta un interno che si sviluppa in lunghezza e quindi, anche gli elementi di arredo fissi con la scelta dei colori, aiutano a dilatare lo spazio prospettico.

La tecnica utilizzata: matita su carta e matite colorate “STABILO” Original.

domenica 13 luglio 2014

“Schizzi di getto a mano libera”

“Schizzi di getto a mano libera” tecnica: matita di grado HB su supporto cartaceo, eseguito direttamente, in piedi senza appoggio.
Titolo: Seminario con visita alle case progettate e realizzate dall’architetto V.Giorgini a Barati, frazione del comune di Piombino, in provincia di Livorno, Italia, tra il 1953 e 1962.
Sabato 12 luglio, sarà un giorno per me da ricordare e scrivere; ho conosciuto da vicino la grande “Opera” di questo maestro dell’architettura a cui, a mio giudizio, dovremmo fare ancora molto per farci perdonare l’ignoranza, per quanti non hanno saputo cogliere la sua grandezza d’architetto.
La giornata è stata organizzata dall’ordine degli architetti di Firenze con il coordinamento e la partecipazione dell’arch. Marco Del Francia – Presidente di B.A. Co. Custode del grande archivio dell’architetto Vittorio Giorgini.
Per me è stata una vera scoperta, l’immenso lavoro cartaceo, ricco di schizzi e studi fatti negli anni da Giorgini, dove si evince la sua straordinaria capacità creativa e il suo percorso formativo, fatto di sperimentazione e analisi a tutto campo. In alcuni schizzi e disegni, per esempio, presentati nella conferenza, ho avuto l’impressione di vedere anche sovrapporsi progetti contemporanei dell’architetto anglo iracheno, Zaha Hadid, un quarto di secolo dopo. Questa mia sensazione è diventata reale soprattutto, durante la visita in situ delle due opere visitate,(casa Saldarini e la sua casa esagono sempre a Baratti). In particolare, il riferimento di Hadid, con la casa Saldarini, sembra incredibile. Tutto è stato molto impressionante; riuscire ad apprezzare la tecnica costruttiva e verificare la capacità realizzativa di questi due progetti.

  


Gli schizzi a matita di seguito riportati, sono fatti di getto e in pochissimo tempo. Questo tipo di disegno veloce, normalmente serve per fissare gli elementi principali che caratterizzano gli oggetti della rappresentazione. Il particolare passa in secondo o terzo ordine, mentre diventano fondamentali le linee che caratterizzano quell’insieme di particolari e di dettagli. Poche linee che attraverso il chiaroscuro, impressionano quella determinata immagine, come una fotografia sbiadita che contiene le tracce. Due disegni diversi tra loro che raccontano due tipologie di case apparentemente diverse, ma con gli stessi pensieri scientifici e tecnici. Casa Saldarini è un progetto fluido e organico, tutto realizzato prevalentemente con superfici curve, mentre casa esagono è l’opposto, la linea retta fa da padrone a tutta la composizione. Sono entrambe sollevate dal terreno, una tramite pilastri in legno che poggiano su plinti in cemento armato, l’altra attraverso il prolungamento dei volumi fluidi che raggiungono il terreno in alcuni punti, per formare delle cerniere con gli stessi plinti o muri, predisposti nel terreno in modo completamente naturale a integrato con la struttura poggiante. Una casa si ispira a un nido naturale delle api che parte da una cellula, per poi crescere ed estendersi in tutte le sue direzioni; l’altra agli organismi naturali, come le piante o gli stessi animali, compreso l’uomo che cresce in modo proporzionale ed efficiente. Sorprendente è lo stato di conservazione della struttura di casa Saldarini, dove le superfici, fatta qualche eccezione per interventi non corretti realizzati successivamente da altri, il cemento strollato a mano, su dime in legno per la posa di reti metalliche e modellate, seguono le superfici curve e sono queste perfettamente conservate. Un sistema costruttivo che meriterebbe un appropriato approfondimento tecnico.    
Schizzo di casa Saldarini

Zaha Hadid: Heydar Haliyev Center

Casa esagono

Schizzo della casa esagono


domenica 5 maggio 2013


“Schizzo in pianta e in alzato”

domenica 25 novembre 2012

Lo schizzo in architettura

Come viene spiegato in generale lo schizzo è un disegno che viene fatto di norma a mano libera e io aggiungerei, solamente a mano libera. Poi, troviamo anche le spiegazioni relative all’esecuzione e quindi agli strumenti e ai supporti con le rispettive tecniche che vengono utilizzate. Il disegno espresso sottoforma di schizzo viene utilizzato per rappresentare finalità molto diverse fra loro. Queste, vanno dal disegno e rilievo architettonico, al progetto in architettura o al disegno artistico, fino alle espressioni dell’arte più in generale. Per parlare del significato che ha per me lo schizzo, ho scelto un disegno di un progetto per un interno, eseguito recentemente per un privato. Ricordo in particolare di aver fatto questo schizzo “live”, davanti al cliente che voleva, attraverso uno schizzo, conoscere seppur di larga massima, come sarebbe venuto l’ambiente. La prova di fatto non era di quelle più semplici, a volte uno schizzo può essere determinante per l’affidamento di un incarico professionale. Quasi tutti i incarichi che in seguito si sono trasformati in lavoro, sono stati generati da uno schizzo. Gli schizzi in architettura, possono essere di vari livelli a seconda della portata del lavoro da realizzare. Oggi in particolare, lo schizzo è molto richiesto dai committenti che (lo preferiscono a un render), lo trovano più che sufficiente ai fini di capire l’idea. Poi ci sono schizzi che riguardano piccoli ambienti, come in questo caso dove bisognava far vedere, solo attraverso pochi segni, uno o più ambienti correlati tra loro. Come prima cosa, diventa importantissimo scegliere e capire il punto di vista che più di ogni altro riesce a far vedere gli spazi più interessanti dell’idea che abbiamo in mente. Una sola immagine dovrà spiegare in modo semplice come funziona e si distribuisce lo spazio. Poiché il tempo a disposizione è veramente poco, la concentrazione deve essere portata al massimo. Pochi segni dovranno essere sufficienti a rappresentare uno spazio, un elemento architettonico, un arredo o un oggetto. A volte sono sufficienti pochissime linee per identificare un elemento, uno stile sia in architettura che nell’arredo. Il colore sarà particolarmente importante, sia per dare al disegno maggiore completezza, che per rafforzare l’immagine dell’idea che vogliamo dare. Cinque o al massimo dieci sono i colori che basteranno per dare vita alla nostra scena, alcuni di essi li chiamerei di base e sono le classiche matite con le varie gradazioni rispetto alla loro durezza o morbidezza. Normalmente io utilizzo la (F) in generale per schizzi più elaborati, mentre la (B), per la sua fluidità risulta indispensabile per lo schizzo veloce. Gli altri colori di base che utilizzo per gli schizzi, sono i vari viola nelle diverse tonalità per dare ombra e profondità allo schizzo. Poi ci sono i gialli e altri colori primari che utilizzo per creare i contrasti. Lo schizzo, deve riuscire a dare quella emozione che attraverso pochi gesti, riesce a mettere insieme tutti gli elementi principali che identificano un determinato spazio in modo artistico.
Schizzo di un interno con soppalco, camino, scala, zona giorno e zona notte con bagno

lunedì 24 ottobre 2011

"Schizzo prospettico intuitivo"




"Schizzo prospettico intuitivo",
tre parole per definire un risultato che merita un approfondimento sotto vari aspetti, sia dal punto di vista tecnico progettuale che quello artistico. Infatti, l’aspetto tecnico progettuale, per me, significa per esempio, dover decidere la vista prospettica immaginandosi dentro lo spazio per cercare di capire prima di tutto quale è il lato o i lati che offrono maggiore interesse, anche in funzione delle parti progettate per capirne soprattutto la differenza tra il vecchio e il nuovo progetto. Poi, un altro elemento importante è senza dubbio l’angolo di visuale che a seconda della apertura ci consente di vedere anche oltre l’occhio come se si avesse il grand’angolo di un apparecchio fotografico. Questo elemento ci serve per esaltare lo spazio in modo da creare una serie di bilanciamenti compositivi soprattutto quando questi sono già presenti nel progetto. Mi riferisco in modo particolare al controsoffitto a pianta romboidale e ai pieni e vuoti siano essi fatti di luce che di ombre. La parte artistica sicuramente è quella che, alla fine, domina sulla tecnica in quanto, la tensione che si crea tra la visione dell’idea del progetto e la conoscenza della tecnica di rappresentazione compreso l’aspetto artistico, fanno sì che, ogni gesto che si compie, risulta chiaro e preciso in ogni sua parte, allo scopo di creare un’immagine di bellezza e armonia. Potrei aggiungere senza esagerare, di creare l’illusione di essere in luoghi spazialmente perfetti, dove convivono armonie e dissonanze in un giusto contrapporsi di forze e forme apparentemente casuali. La scelta di lavorare con il colore bianco e nero è stata quella che più di tutto rende l’idea dei volume e della luce.
Il formato del disegno è in A3 con tecnica del pastello senza l’uso della matita di base.

sabato 29 gennaio 2011

Schizzo veloce

Presentazione di uno schizzo veloce per l'ideazione di un interno.