Disegni,disegni e disegni...

Disegni,disegni e disegni...
Antonio Saporito “e il disegno creativo a mano libera”

domenica 4 gennaio 2015

Disegni a mano libera

I disegni oggetto di questa pubblicazione, sono stati elaborati in occasione di un concorso di idee, riguardante la sostenibilità e la vivibilità degli spazi pubblici e urbani. Come sempre, parlando del "disegno", la preparazione avviene in prima battuta, attraverso uno schizzo a mano libera, tramite una matita a grana morbida; io preferisco la lettera B o HB. Utilizzando la B, bisogna stare molto attenti perché essendo tenera, deve essere usata in modo deciso e con la giusta pressione sul foglio. Il disegno a matita, diventa importante e decisivo per la fase successiva di coloritura del disegno. Infatti, tutti i segni fatti prima con la matita, rappresentano già una base del chiaroscuro per i colori successivi. 

Schizzi in bianco e nero e a colori.
 Seduta fioriera.

 Spazio per spettacoli e rappresentazioni.
 Totem rappresentativo per le rotatorie veicolari.
La baia azzurra.

Colore.




giovedì 16 ottobre 2014

Tazzina Pepita


Schizzi di studio della tazzina Pepita.




Video Pepita:
Dall'idea alla realizzazione.



domenica 13 luglio 2014

“Schizzi di getto a mano libera”

“Schizzi di getto a mano libera” tecnica: matita di grado HB su supporto cartaceo, eseguito direttamente, in piedi senza appoggio.
Titolo: Seminario con visita alle case progettate e realizzate dall’architetto V.Giorgini a Barati, frazione del comune di Piombino, in provincia di Livorno, Italia, tra il 1953 e 1962.
Sabato 12 luglio, sarà un giorno per me da ricordare e scrivere; ho conosciuto da vicino la grande “Opera” di questo maestro dell’architettura a cui, a mio giudizio, dovremmo fare ancora molto per farci perdonare l’ignoranza, per quanti non hanno saputo cogliere la sua grandezza d’architetto.
La giornata è stata organizzata dall’ordine degli architetti di Firenze con il coordinamento e la partecipazione dell’arch. Marco Del Francia – Presidente di B.A. Co. Custode del grande archivio dell’architetto Vittorio Giorgini.
Per me è stata una vera scoperta, l’immenso lavoro cartaceo, ricco di schizzi e studi fatti negli anni da Giorgini, dove si evince la sua straordinaria capacità creativa e il suo percorso formativo, fatto di sperimentazione e analisi a tutto campo. In alcuni schizzi e disegni, per esempio, presentati nella conferenza, ho avuto l’impressione di vedere anche sovrapporsi progetti contemporanei dell’architetto anglo iracheno, Zaha Hadid, un quarto di secolo dopo. Questa mia sensazione è diventata reale soprattutto, durante la visita in situ delle due opere visitate,(casa Saldarini e la sua casa esagono sempre a Baratti). In particolare, il riferimento di Hadid, con la casa Saldarini, sembra incredibile. Tutto è stato molto impressionante; riuscire ad apprezzare la tecnica costruttiva e verificare la capacità realizzativa di questi due progetti.

  


Gli schizzi a matita di seguito riportati, sono fatti di getto e in pochissimo tempo. Questo tipo di disegno veloce, normalmente serve per fissare gli elementi principali che caratterizzano gli oggetti della rappresentazione. Il particolare passa in secondo o terzo ordine, mentre diventano fondamentali le linee che caratterizzano quell’insieme di particolari e di dettagli. Poche linee che attraverso il chiaroscuro, impressionano quella determinata immagine, come una fotografia sbiadita che contiene le tracce. Due disegni diversi tra loro che raccontano due tipologie di case apparentemente diverse, ma con gli stessi pensieri scientifici e tecnici. Casa Saldarini è un progetto fluido e organico, tutto realizzato prevalentemente con superfici curve, mentre casa esagono è l’opposto, la linea retta fa da padrone a tutta la composizione. Sono entrambe sollevate dal terreno, una tramite pilastri in legno che poggiano su plinti in cemento armato, l’altra attraverso il prolungamento dei volumi fluidi che raggiungono il terreno in alcuni punti, per formare delle cerniere con gli stessi plinti o muri, predisposti nel terreno in modo completamente naturale a integrato con la struttura poggiante. Una casa si ispira a un nido naturale delle api che parte da una cellula, per poi crescere ed estendersi in tutte le sue direzioni; l’altra agli organismi naturali, come le piante o gli stessi animali, compreso l’uomo che cresce in modo proporzionale ed efficiente. Sorprendente è lo stato di conservazione della struttura di casa Saldarini, dove le superfici, fatta qualche eccezione per interventi non corretti realizzati successivamente da altri, il cemento strollato a mano, su dime in legno per la posa di reti metalliche e modellate, seguono le superfici curve e sono queste perfettamente conservate. Un sistema costruttivo che meriterebbe un appropriato approfondimento tecnico.    
Schizzo di casa Saldarini

Zaha Hadid: Heydar Haliyev Center

Casa esagono

Schizzo della casa esagono


giovedì 22 maggio 2014

Forma organica

“Disegno a mano libera” tecnica: Pastello, matita e acrilico su cartoncino.

Potrebbe essere tante cose, avere delle dimensioni molto grandi o forse molto piccole; una cosa è certa, questa forma non esiste in natura ed è frutto di sola fantasia. Questo tipo di disegno infatti, rappresenta una forma organica che si è materializzata man mano che veniva disegnata, come nella natura, si propone per diventare perfetta sia nelle linee curve e sinuose che attraverso il chiaroscuro e la luce che scopre la sua plasticità. L’armonia di una forma, si crea attraverso l’equilibrio di forze che nel disegno sono rappresentate da linee e dal colore. Questi elementi sono fondamentali per creare piani e superfici che con la luce, trovano lo spazio tridimensionale e quindi i volumi. Da una bella forma, si possiamo individuare i dettagli e particolari che posso vivere anche da soli, in modo indipendente.







sabato 5 aprile 2014

Collage digitale

“Dal disegno a mano, alla foto collage digitale”
Fotomontaggio della torre nello skyline di Dubai.
Skyline di New York (sullo sfondo il Chrysler Building).
La torre neel skyline di Shanghai.

“Dal disegno a mano, alla foto collage digitale”
Angular Tower

Potrebbe essere una alternativa ai render, la tecnica che ho messo a punto per visualizzare l’idea di un edificio verticale. Attraverso l’utilizzo di un programma digitale si possono effettuare modifiche tali da creare dal niente o quasi, nel mio caso partendo da uno schizzo disegnato a mano, immagini realistiche, senza passare necessariamente a una produzione tridimensionale (rendering). Utilizzando il grande contenitore di immagini di internet, si possono catalogare infinite librerie, con all’interno di esse, archivi di materiali di ogni genere e stile, dall’antico al contemporaneo. Fondamentale per questa tecnica, sarà sempre la bravura dell’esecutore, che dovrà creare, attraverso i pochi elementi a disposizione, i collage che diventeranno materia da modificare digitalmente per essere adattata di volta in volta, come fossero sculture da modellare o immagini. Il mosaico, forse rappresenta la tecnica più antica, per poi passare ai collage e al fotomontaggio, e a tutti movimenti artistici che vanno dal Futurismo al Dadaismo, Pop art, Nuovo realismo, ecc… 
“Dal disegno a mano, all'immagine digitale”


Fasi del collage digitale. 




Immagine completa per il fotoinserimento.

martedì 1 aprile 2014

"ANGULAR TOWER"

“Disegno a mano libera”
Angular Tower
12 minuti sono bastati per fermare un’idea di una torre su un foglio di carta. Il viaggio in treno che faccio normalmente tutti i giorni per recarmi in ufficio, nel centro di Firenze. Ormai per me è diventata l’abitudine, quella di disegnare nel tragitto per tornare a casa. Naturalmente, questo rito avviene anche per il ritorno pomeridiano, escludendo il rientro serale dove mi ritrovo invece, con numerosi compagni di viaggio per parlare e socializzare. Singolare è stato oggi, l’incontro con una viaggiatrice che mi osservava accanto a me senza interrompermi. Io ero concentrato nello sviluppare sul foglio l’idea di una grande torre all’interno di una città verticale. Il tempo e la posizione scomoda in cui mi trovavo, faceva crescere di più la tensione, tra mano, foglio e penna. L’obbiettivo, per me era quello di fissare l’idea dal punto di vista compositivo di quella geometria, sottoforma di torre. Soddisfatto del risultato, la signora a questo punto non resiste e mi fa i complimenti, per la passione che le ho trasmesso, dicendomi che lei era un’ingegnere del’Ucraina ormai in pensione e che da giovane, anche lei era così appassionata. A questo punto, io gli ho detto che facevo questo, per esercizio mentale oltre che di piacere. Anche lei condivideva questa pratica che aiuta a tenere allenata la mente. Entusiasta dell’incontro, ci siamo lasciati amichevolmente.